Attualità - 15 febbraio 2021, 14:00

“La povertà non è un reato”. Il Partito Socialista chiede una firma per costruire una Svizzera solidale

Già 9814 persone hanno accolto l'appello

“La povertà non è un reato”. Il Partito Socialista chiede una firma per costruire una Svizzera solidale

La povertà può colpire chiunque. E proprio adesso, la crisi generata dal coronavirus lo dimostra con evidenza. Il diritto all’aiuto in situazioni di bisogno fa parte dei diritti fondamentali consacrati nella nostra Costituzione e garantiti a tutti.

Ma è davvero così? Nel nostro Paese vivono e lavorano più di due milioni di persone senza passaporto svizzero, che pagano le imposte, spesso sono nate qui o sono arrivati in Svizzera da piccoli. Se si trovano senza colpa nel bisogno e devono far capo all’assistenza sociale, rischiano anche dopo molti anni di essere espulsi dalla Svizzera.

Dal primo gennaio 2019, l’espulsione è prevista anche per le persone che vivono nel nostro Paese da oltre 15 anni!”.

A sostenere questa tesi è il Partito Socialista che nei giorni scorsi ha indetto una petizione da inviare al Parlamento affinché le cose abbiano a cambiare, chiedendo un aiuto per costruire insieme una Svizzera solidale.

Già 9814 persone hanno firmato la lettera aperta che pubblichiamo integralmente qui di seguito.

Onorevoli Consigliere e Consiglieri nazionali,

la povertà può colpire chiunque: per la perdita del posto di lavoro, per un incidente, una crisi economica, una malattia, il divorzio o altre situazioni di necessità personali. La crisi dovuta al coronavirus ce ne ha data una chiara dimostrazione. Per questo abbiamo un sistema sociale che garantisce a noi tutti una vita umanamente dignitosa in questo genere di situazioni.

Ma questa garanzia non è offerta a tutti. Nel nostro Paese vivono e lavorano 2 milioni di persone senza passaporto svizzero. Queste persone pagano le imposte da noi, molti di loro sono nati qui o sono arrivati in Svizzera quando erano ancora bambini. Per loro, la richiesta di prestazioni dell’assistenza sociale può avere pesanti conseguenze: la Svizzera espelle anche persone che vivono qui addirittura da decenni. Dal 1o gennaio 2019 la revoca del permesso è prevista persino per i domiciliati che soggiornano in Svizzera da più di 15 anni.

In questo modo si spezzano famiglie, si espellono dalla Svizzera persone colpite dalla povertà o dalla malattia dopo che hanno vissuto qui per molti anni, e anche se il nostro Paese è ormai da tempo la loro patria. Questa minaccia spinge sempre più le persone interessate a rinunciare completamente al necessario aiuto. La crisi dovuta al coronavirus ha peggiorato ulteriormente il problema, mettendo a repentaglio anche esistenze sin qui sicure. Le lunghe code di attesa alle mense sociali dimostrano che oggi per molte persone i servizi sociali non sono più un vero aiuto.

Occorrono urgentemente adeguamenti legislativi, e presto avrete occasione di affrontare la questione: votate sì all’iniziativa parlamentare 20.451 “La povertà non è un reato” e aiutateci a correggere questa ingiustizia.

Firmi anche lei la lettera aperta al Parlamento!

 

Gualtiero Bertola

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU