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Cronaca | 05 aprile 2021, 10:59

Il Movimento per il Socialismo chiede aiuto al sindaco di Lugano contro gli "energumeni"

Un paio di essi, che l'MPS definisce "appartenenti agli ultras del FC Lugano hanno disturbato e tentato di impedire la raccolta di firme da parte di alcune militanti". Il Lugano FC querela

Immagine tratta dal sito internet del Movimento per il socialismo

Immagine tratta dal sito internet del Movimento per il socialismo

Il direttore del Lugano FC Michele Campana querelerà per diffamazione l’Mps che sulla propria pagina Facebook aveva pesantemente tirato in ballo la Società svizzera scrivendo che “alcuni energumeni al soldo del FC Lugano di Renzetti” avevano tentato - a Lugano – “di impedire ai militanti dell’MPS di raccogliere le firme contro il Centro Sportivo e degli Eventi (PSE)”.

Persone conosciute per il loro atteggiamento violento, che dialogano regolarmente con il club di Renzetti, in particolare con l’addetto stampa dello stesso” ha rincarato il Movimento per il Socialismo..

Quasi a voler supportare la veridicità di quanto scritto (ed oggetto diuna ridda di commenti), il MPS ha scritto al sindaco Borradori la lettera che pubblichiamo qui di seguito.

 

Egregio signor sindaco,

come lei saprà alcuni energumeni, appartenenti agli ultras del FC Lugano (qualificatisi come tali e “amici di Renzetti”), hanno disturbato e tentato di impedire la raccolta di firme da parte di alcune militanti dell’MPS sabato pomeriggio in via Pessina: bancarella autorizzata dal suo Municipio. Le hanno inoltre gravemente insultate e minacciate (“avreste già dovuto finire nel lago”. Tutte attestazioni che, se necessario, potranno essere dimostrate.

Mai in passato (e abbiamo fatto tante bancarelle in molti centri del Cantone) ci era capitato di avere a che fare con personaggi del genere pronti ad impedire la raccolta di firme per un referendum o un’iniziativa. Certo, possono esserci persone che passano davanti dalla bancarella, dicono di non voler firmare, fanno qualche commento (anche sgradevole); ma poi se ne vanno e non si sognano nemmeno per un attimo di impedire o disturbare una pratica democratica. Lugano, dobbiamo constatarlo, ci offre ora questa triste primizia.

Quanto successo oggi è il risultato di un clima di intimidazione condotto dal FC Lugano e dai suoi tifosi più scalmanati. Esistono ampie prove (mail di vario genere e chat) che mostrano come vi sia una vicinanza tra questi ambienti e il FC Lugano, con il responsabile della comunicazione del club che a più riprese “dialoga” con loro.

D’altronde il fatto stesso che il FC Lugano non si sia sentito in dovere, dopo questo episodio, di distanziarsi da simili atteggiamenti e si sia preoccupato di comunicare a destra e manca che “denuncerà” l’MPS per averlo collegato a questi energumeni (che tale collegamento hanno apertamente rivendicato), la dice lunga su come simili atteggiamenti siano ormai tollerati in ambito sportivo.

Anche il silenzio delle autorità, in particolare suo e del Municipio, sugli incivili attacchi (all’MPS e ad altri) delle ultime settimane, ha sicuramente favorito il formarsi di questo clima e ha, indirettamente, incoraggiato simili gesti e atteggiamenti.

Sabato, dopo che questi energumeni si sono piazzati davanti alla nostra bancarella disturbando ed impedendo la raccolta delle firme, abbiamo chiesto l’intervento della polizia comunale. La quale, appena giunta, si è guardata bene dall’invitare i due ad andarsene, chiamandoli “ragazzi”. Anzi, alla loro presenza, ha invece cominciato ad ammannirci una lezione di tolleranza: sarebbe spettato a noi non reagire agli insulti, alle minacce, ai tentativi di impedire la raccolta delle firme; perché una nostra reazione sarebbe stata considerata una provocazione. Il mondo all’incontrario!

Un atteggiamento grave da parte delle “forze dell’ordine” che denota o una certa accondiscendenza nei confronti dei “ragazzi” e della loro azione illegale oppure una crassa ignoranza del Codice penale svizzero (art. 279 e 280). In entrambi casi, un atteggiamento grave.

Tutto questo, sia il comportamento degli energumeni sia l’atteggiamento benevolo nei loro confronti dei due agenti della polizia comunale, è documentabile e lo faremo in sede opportuna. Alleghiamo, a titolo puramente esemplificativo, una foto dei due: mostrata ad uno degli agenti intervenuti sul posto, costui ha candidamente affermato che non trovava nulla di provocatorio nell’atteggiamento dei due energumeni…

Quello che sta accadendo a Lugano non riguarda solo una discussione politica su un progetto controverso; in ballo vi è molto di più, la difesa dei diritti democratici e del loro esercizio.

Il Municipio di una città è responsabile in primis di garantire l’esercizio dei diritti democratici, prendendo tutte le misure necessarie. Ci pare che, finora, il Municipio che lei guida non lo abbia fatto. L’atteggiamento della polizia che abbiamo descritto è altamente significativo e testimonia di un clima democratico malato, che non rappresenta certo un bel biglietto da visita per una città che si vuole “accogliente”.

Confidiamo quindi in un intervento suo e di tutto il Municipio affinché tali episodi non si ripetano, prendendo tutte le misure necessarie e istruendo in modo adeguato coloro che tali misure dovranno applicare.

G.B.

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