Sanità - 30 luglio 2021, 09:00

In Svizzera le vaccinazioni anti-Covid stagnano, ma per carenza di “candidati”

Per evitare una nuova ondata in autunno, dovranno essere immunizzati 6,8 milioni di cittadini elvetici (80% della popolazione) e non 5,3 milioni (60%) come inizialmente previsto. Al momento ha ricevuto la seconda dose solo il 47.2% della popolazione

In Svizzera le vaccinazioni anti-Covid stagnano, ma per carenza di “candidati”

L’Ufficio federale della sanità pubblica ha fatto sapere che è ancora troppo presto per allentare le misure anti-Covid-19 ancora in vigore in Svizzera poiché le condizioni per farlo non sono soddisfatte: l’obiettivo di vaccinare entro fine luglio tutti coloro che lo vogliono non è infatti stato raggiunto.

Ne dà notizia il portale swissinfo.ch.

Il problema non sarebbe una mancanza di dosi, bensì di candidati.

Si pensi che l’attuale percentuale di chi si è fatto vaccinare (il 53,7% della popolazione ha ricevuto una dose di vaccino, mentre la proporzione di persone completamente vaccinate è del 47,2%) sta stagnando e il numero di iscrizioni sta crollando.

Non ci saranno quindi allentamenti sulle restrizioni per le grandi manifestazioni promessi dal Governo circa un mese fa: il pass sanitario continuerà ad essere obbligatorio per tutti gli eventi con più di 1.000 partecipanti, mentre per quelli più piccoli, l’ultima parola spetta all’organizzatore.

Ricordiamo che a inizio giugno il Consiglio Federale ha rivisto al rialzo gli obiettivi della campagna vaccinale: per evitare una nuova ondata in autunno, dovranno essere immunizzati 6,8 milioni di cittadini elvetici (80% della popolazione) e non 5,3 milioni (60%) come inizialmente previsto.

L'invito è pressante: serve che tutti si vaccinino se si vuole uscire dal tunnel e non vanificare gli sforzi e le restrizioni messi in campo sino ad oggi.

R.G.

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