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Politica | 02 agosto 2022, 11:12

Quadri e Guzzetti: «Sempre più forte l'amicizia e la collaborazione tra la Lega Giovani e la Lega dei Ticinesi»

Il Segretario Internazionale Lega Giovani e il Coordinatore Lega Giovani del Varesotto, in occasione del Natale della Patria, hanno voluto ribadire la profonda amicizia tra il movimento giovanile della Lega e quello svizzero

Una foto della delegazione leghista insieme alla Lega dei Ticinesi e a Boris Bignasca

Una foto della delegazione leghista insieme alla Lega dei Ticinesi e a Boris Bignasca

In occasione del Natale della Patria, Davide Quadri (Segretario Internazionale Lega Giovani) e Riccardo Guzzetti (Coordinatore Lega Giovani del Varesotto) hanno voluto portare i propri saluti ai giovani della Lega dei Ticinesi, ribadendo il legame che unisce i due movimenti, insieme all'onorevole Simone Billi, eletto per la Lega nel collegio Estero-Europa.

«Da anni la Lega Giovani e i giovani della Lega dei Ticinesi – spiega Quadri – hanno stretto legami di amicizia e di collaborazione forti. Ciò che ci accomuna è la stessa idea di libertà contro le spinte centraliste dello Stato e dell'Unione Europea ma anche l'attaccamento all'identità, alle tradizioni e alle radici.

La Svizzera è un esempio di come dovrebbe funzionare uno Stato; dove i territori sono autonomi e decidono il proprio futuro, restando comunque uniti. Una forza data proprio da quell'autonomia territoriale per la quale da anni stiamo combattendo».

Riccardo Guzzetti, che è anche consigliere comunale a Saronno, aggiunge: «Ringraziando il Movimento Giovani Leghisti della Svizzera, a nome di tutti i giovani della Lega in provincia di Varese, ribadisco quanto sia utile il confronto per ribadire la nostra vicinanza territoriale e di ideali. La Svizzera per noi rimane un esempio da seguire. L'autonomia a cui aspiriamo in Lombardia è anche figlia dell'esperienza federale elvetica».

Davide Quadri si sofferma anche sulla questione del frontalierato.

«Quello dei frontalieri è un fenomeno complesso e che ogni rappresentante politico deve saper affrontare in modo pragmatico. Capisco che quei politici che vivono lontano dai confini, i frontalieri non sappiano forse nemmeno cosa siano; ma per chi vive le realtà vicine alla Svizzera è una questione fondamentale.

Sicuramente un modo per venire incontro alle esigenze delle zone di confine è quello di discutere seriamente e approvare la Zona Economica Speciale, che consentirebbe di dare respiro alle esigenze economiche dei territori a ridosso della Svizzera, come di altri territori di confine. Un discorso che purtroppo, spesso, sembra non interessare a politici che vedono nel centralismo dello Stato l'unico modo per risolvere i problemi di una nazione complessa come l'Italia».

E concludono: «Abbiamo portato i nostri saluti agli amici svizzeri perché vogliamo rafforzare il legame tra i nostri due movimenti che vivono a pochi chilometri di distanza».

C. S.

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