Cronaca - 02 aprile 2026, 09:13

Reati violenti, rapine e infortuni in Canton Ticino: il bilancio della polizia cantonale

Tra i fatti più gravi si segnala l’omicidio di una donna da parte di un uomo avvenuto all’inizio del 2025 a Lodrino. In calo le rapine ai distributori di confine. In un anno registrati circa 400 infortuni

Nel 2025 i Commissariati di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio sono intervenuti in numerosi casi legati alla media e grande criminalità. Tra i fatti più gravi si segnala l’omicidio di una donna da parte di un uomo avvenuto all’inizio dell’anno a Lodrino. Il numero di inchieste per tentato omicidio è diminuito rispetto al 2024, attestandosi a 18 casi (27). In calo anche i reati di lesioni personali gravi passati da 25 a 18, e quelli di lesioni semplici, da 397 a 378. Le inchieste per rapina risultano in leggera crescita con 42 casi (36). Nel complesso, lo scorso anno i reati gravi hanno segnato una diminuzione del 10% rispetto al 2024.

Si è registrato per contro un aumento dei reati di poca entità (+13%), in particolare delle vie di fatto e delle aggressioni. Tra gli eventi più rilevanti vi è l’omicidio-suicidio avvenuto a fine gennaio in un rustico a Lodrino. Un 27enne cittadino svizzero della regione, dopo aver ucciso una 21enne di nazionalità rumena residente in Italia, contattata al fine di consumare un rapporto sessuale a pagamento, ha tentato di togliersi la vita. Il decesso dell’uomo è avvenuto alcuni giorni più tardi, dopo il ricovero in ospedale. I reati di tentato omicidio e di lesioni personali gravi, entrambi in leggero calo, sono in diversi casi riconducibili a liti degenerate in scontri fisici, sia in luoghi pubblici sia in ambito domestico. Con un’incidenza più marcata nel Luganese, sul territorio cantonale sono state avviate complessivamente 18 inchieste per tentato omicidio (27 nel 2024), in particolare a seguito dell’utilizzo di armi da taglio durante alterchi o per colpi inferti con estrema violenza. 

Alcuni di questi episodi si sono verificati nel contesto di risse all’esterno di locali o in luoghi pubblici e confermano, come già osservato in passato, una tendenza al ricorso alla violenza, riscontrata in particolare nelle fasce più giovani. I casi di lesioni personali gravi sono stati 18 (25). Per quanto riguarda le rapine, nel corso dell’anno ne sono state registrate 42 (36 nel 2024). Le regioni più colpite sono state il Luganese e il Bellinzonese. La maggior parte degli episodi si è verificata sulla pubblica via o in abitazioni private ed è riconducibile a liti o aggressioni che coinvolgono anche minorenni, oppure a situazioni legate a debiti riconducibili al consumo e/o allo spaccio di stupefacenti. 

Nel 2025 sono invece quasi del tutto cessati gli assalti ai distributori di carburante nella fascia di confine, così come non si registrano rapine ai danni di istituti bancari, portavalori o uffici postali. Comunicato stampa Il 2025 dei Commissariati: fenomeni violenti sotto la lente 2 / 2 Bellinzona, 02.04.2026 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento delle istituzioni Tra gli episodi più gravi si registra una rapina in villa avvenuta a inizio anno nel Locarnese, quando almeno tre persone hanno fatto irruzione in una casa discosta sorprendendo i proprietari nel sonno e costringendoli, sotto la minaccia di armi e con l’uso di violenza, a consegnare diversi oggetti di valore. 

Sempre in questo ambito si segnala l’arresto di ulteriori persone coinvolte nella rapina avvenuta a Lugano nel 2024 ai danni di una gioielleria, durante la quale furono esplosi anche dei colpi d’arma da fuoco. Inoltre, in collaborazione con le Autorità italiane, sono stati effettuati diversi arresti di autori responsabili negli scorsi anni di numerosi assalti a stazioni di servizio situate nella fascia di confine. 

I dati confermano un totale di circa 400 infortuni di diversa tipologia, un dato in linea con gli anni precedenti. Il numero più elevato si registra nei settori edilizio e industriale, in ambito domestico e nelle zone montane. Fatta eccezione per le fatalità, la maggior parte degli infortuni è riconducibile al mancato rispetto delle norme di sicurezza, alla carente manutenzione, a un’organizzazione del lavoro inadeguata e, nella vita quotidiana, ad abitudini svolte con scarsa attenzione o in ambienti non sicuri.

Redazione