Business - 05 agosto 2026, 08:26

Il paradosso delle città: circondati da tutti, vicini a nessuno

A Lugano nessuno deve restare solo: viaggio dentro Calendar People, il calendario che rimette le persone al centro

Sono le sette e mezza di un mercoledì di fine estate e il Parco Ciani accoglie con dolcezza chi vuole passare qualche attimo di serenità prima di tornare a casa. Ad attirare la nostra attenzione è un gruppetto di persone che, cuffie wireless in testa e corda rigida in mano, camminano con decisione, ogni tanto si fermano e svolgono esercizi.

Nessuno di loro, fino a qualche tempo fa, conosceva gli altri. Si sono ritrovati qui grazie a una riga letta su uno schermo, un'attività di camminata metabolica annunciata su un calendario online, e a una decisione tutto sommato semplice: presentarsi. Alla fine dell'ora, mentre il lago comincia a riflettere le prime barche, restano in piedi a chiacchierare. Qualcuno scambia un numero di telefono. Una signora dice, quasi sorpresa da se stessa: «Non pensavo che a Lugano fosse ancora possibile conoscere gente così».

Questa scena, con protagonisti sempre diversi, si ripete sovente nel Luganese, e non solo. È il cuore pulsante di Calendar People, un progetto nato in Ticino con un'ambizione che va ben oltre l'elenco di eventi: rimettere le persone, al centro, in relazione tra loro, trasformando il tempo libero in un'occasione concreta di incontro. In una città che vive di finanza, turismo e ritmi sempre più veloci, è un'idea che merita di essere raccontata da vicino.

C'è un dato che chiunque abbia superato i trent'anni conosce sulla propria pelle, anche se raramente lo dice ad alta voce: da adulti, farsi nuovi amici è diventato difficile. Non per mancanza di persone — Lugano e i suoi quartieri, da Besso a Molino Nuovo, da Viganello a Pregassona, pullulano di vita — ma per mancanza di occasioni. La scuola e l'università, che per anni sono state fabbriche naturali di amicizie, restano alle spalle. Il lavoro riempie le giornate ma non sempre produce legami che sopravvivono alla pausa caffè. E poi arrivano i cambiamenti: un trasloco in una nuova città, la fine di una relazione, i figli che crescono e se ne vanno, il pensionamento che di colpo svuota l'agenda.

Il risultato è un paradosso tipicamente urbano. Si può vivere gomito a gomito con migliaia di persone e sentirsi, allo stesso tempo, profondamente soli. La solitudine, del resto, non è più un tema di nicchia: gli studi la descrivono ormai come una questione di salute pubblica, con effetti sul corpo e sulla mente paragonabili a quelli di cattive abitudini alimentari. E non riguarda solo gli anziani. Tocca i giovani professionisti che si trasferiscono in Ticino per lavoro e non conoscono nessuno, le mamme che dopo la maternità faticano a ritrovare una vita sociale propria, gli uomini di mezza età che, statistiche alla mano, sono spesso i più isolati di tutti.

Calendar People nasce esattamente in questa crepa. Non promette di risolvere la solitudine con una formula magica, ma offre qualcosa di più modesto e più efficace: un pretesto. Un motivo concreto per uscire di casa, un'attività bella da fare, e attorno a essa un gruppo di persone che, guarda caso, condividono lo stesso interesse. È da lì che nascono le conversazioni. Ed è da lì, spesso, che nascono le amicizie.

Come funziona: un calendario, tanti piccoli gruppi, zero barriere

Il meccanismo è disarmante nella sua semplicità, e proprio per questo funziona. Sul sito, un calendario online sempre aggiornato raccoglie decine di esperienze in piccoli gruppi, ciascuna guidata da un professionista. Non serve un abbonamento, non serve impegnarsi per un intero corso, non serve nemmeno trovare un amico disposto ad accompagnarti. Si sceglie l'attività che incuriosisce, ci si annuncia, e ci si presenta. Punto.

Tre dettagli, apparentemente banali, fanno tutta la differenza. Il primo è la dimensione dei gruppi: piccola, quasi sempre una manciata di partecipanti. Non è un caso. In un gruppo ristretto anche la persona più timida trova lo spazio per dire la sua, e nessuno può nascondersi in fondo alla sala come accade nei grandi eventi. Il secondo è la presenza di una guida esperta, che si occupa di tutta l'organizzazione: chi partecipa non deve pensare a niente se non a godersi il momento. Il terzo, il più importante, è che si può partecipare da soli. Anzi, la maggior parte delle persone lo fa. E questo, invece di essere un imbarazzo, diventa il grande livellatore: se tutti sono arrivati da soli, nessuno è davvero solo.

C'è poi una scelta di fondo che Calendar People rivendica con orgoglio: l'assenza di livelli da raggiungere o superare, non c'è la sensazione di dover "essere all'altezza". Chi si presenta a una camminata o a un laboratorio non deve dimostrare nulla. Deve solo esserci, buttarsi, non importa il risultato. In un'epoca in cui perfino il tempo libero è diventato una gara a chi fa di più e meglio, è una boccata d'ossigeno. Per chi vuole conoscere gente nuova e all’inizio orientarsi tra le molte proposte sul portale c'è una sezione dedicata, Incontri, il punto di partenza ideale per chi si affaccia al progetto per la prima volta.

Il Luganese come palcoscenico: dal lago ai boschi, dalle vigne ai parchi

Uno dei tratti più affascinanti di Calendar People, per chi vive tra Lugano e i suoi dintorni, è la riscoperta del territorio. Perché il palcoscenico di queste esperienze non è una palestra anonima o una sala conferenze: spesso è il Luganese stesso, con i suoi laghi, i suoi boschi, i suoi vigneti e i suoi angoli che spesso diamo per scontati proprio perché ce li abbiamo sotto casa.

Prendiamo il lago. Il Ceresio, che i luganesi guardano ogni giorno dal lungolago o dai finestrini dell'auto, cambia completamente volto quando lo si affronta dall'acqua. Le uscite in kayak si possono organizzare su richiesta in gruppi di circa 12 persone e potranno essere richieste direttamente a Calenda People, senza ulteriori pensieri. È un modo diverso di stare insieme: si pagaia fianco a fianco, si commenta un airone che si alza in volo, ci si ferma in una baia. La fatica condivisa, si sa, avvicina più di mille chiacchiere.

La geografia di queste attività è distribuita su tutto il Luganese e oltre, segno di un progetto che non si è concentrato solo sul centro città ma ha scelto di raccontare il territorio nella sua interezza. È una filosofia che parla la stessa lingua di chi ama Lugano non solo come vetrina, ma come luogo da abitare fino in fondo.

Il benessere come lingua comune (e come scusa per parlarsi)

Sarebbe riduttivo etichettare Calendar People come "l'ennesima piattaforma di benessere". La parola benessere, negli ultimi anni, è stata usata così tanto da rischiare di non significare più niente. Qui, però, assume un senso preciso e insolito: il benessere non è il fine, è il mezzo. È la lingua comune che permette a estranei di trovarsi sulla stessa lunghezza d'onda.

Pensiamo al bagno sonoro con le campane tibetane. Da soli, sdraiati in una stanza o in un prato, ci si abbandona alle vibrazioni. Ma è nel momento in cui ci si rialza, si scambiano due parole con la persona accanto — «hai sentito anche tu quel senso di leggerezza?» — che accade la magia sociale. L'esperienza intima si trasforma in un fatto collettivo: quando le buone energie di più persone si sommano, diventano qualcosa di più grande della somma delle parti.

Il filo conduttore è sempre lo stesso. Ogni attività è pensata per abbassare le barriere. Condividere un interesse — che sia il respiro, la voce, il colore o il movimento — è il modo più naturale che esista per rompere il ghiaccio. Non serve fare conversazione forzata: la conversazione arriva perché si sta facendo qualcosa insieme. È la differenza tra un aperitivo in cui non si sa cosa dirsi e una serata in cui, semplicemente, si è troppo presi da ciò che si fa per sentirsi impacciati.

Quando l'incontro diventa strumento: aziende, scuole e associazioni

Il valore di Calendar People, come punto di unione sociale, non si esaurisce nel tempo libero individuale. Le stesse esperienze che avvicinano estranei possono diventare strumenti concreti per rafforzare gruppi che già esistono ma che, per mille ragioni, faticano a comunicare davvero. È qui che il progetto ha fatto un passo ulteriore

Nelle aziende del Luganese, e non solo, dove le persone trascorrono gran parte delle loro giornate, tensioni, stress e incomprensioni sono all'ordine del giorno. Affrontarli di petto, con l'ennesima riunione, spesso non porta lontano. Le proposte di team building di Calendar People scelgono una strada laterale: attività meno convenzionali — un'esperienza corporea, un laboratorio creativo, un'uscita in natura — che aiutano, come si dice, a "sciogliere gli ingranaggi". Colleghi che si vedono ogni giorno davanti a un monitor si ritrovano di colpo a collaborare in un contesto nuovo, dove le gerarchie contano meno e le persone contano di più. Ne guadagnano lo spirito di squadra, la fiducia reciproca e, non da ultimo, il clima quotidiano.

Lo stesso principio si applica alle scuole e alle associazioni. Che si tratti di una classe di studenti, di un gruppo di volontari o degli utenti di un centro per la terza età, le esperienze condivise diventano occasioni per aumentare la consapevolezza individuale, migliorare la comunicazione e rafforzare il senso di appartenenza. Un percorso di Mindful Voice, per imparare a comunicare e a parlare in pubblico senza paura, può cambiare il modo in cui un gruppo interagisce. Un lavoro sul respiro può insegnare a gestire lo stress prima di un esame o di una scadenza.

Il vantaggio pratico, per chi organizza, è avere un solo interlocutore che si occupa di tutto: la scelta dell'attività, la personalizzazione sui bisogni del gruppo, l'aspetto logistico. Ogni esperienza può essere calibrata sul contesto, perché ciò che serve a un team commerciale non è ciò che serve a una classe di adolescenti. È un servizio che unisce leggerezza e professionalità, due qualità che raramente convivono e che qui sembrano fatte l'una per l'altra.

Le persone dietro le esperienze: un ecosistema di professionisti del territorio

Dietro ogni attività del calendario c'è una persona in carne e ossa: un formatore, un artigiano creativo, un operatore del benessere che ha scelto di condividere la propria competenza. È un aspetto che spesso passa in secondo piano ma che rappresenta la vera infrastruttura del progetto. Calendar People non è un catalogo impersonale: è una rete di professionisti del territorio, molti dei quali attivi proprio tra Lugano e le valli circostanti.

Questa scelta ha una duplice conseguenza. Da un lato, garantisce qualità: chi guida un'attività lo fa perché è la sua vocazione, non perché riempie una casella. Dall'altro, crea economia locale. Ogni volta che una persona partecipa a un'esperienza, sta anche sostenendo il lavoro di un professionista della zona, in un circuito virtuoso che tiene i soldi e le competenze sul territorio. In un cantone dove si parla spesso, e a ragione, di valorizzare le realtà locali, è un modello che merita attenzione.

Per i professionisti stessi, la piattaforma rappresenta un'opportunità concreta di visibilità e di incontro con nuovi partecipanti, senza doversi costruire da zero una macchina organizzativa e di comunicazione. Chi ha una competenza da condividere — un formatore, un artigiano — trova in Calendar People una vetrina già frequentata dal pubblico giusto. È un altro modo, forse meno visibile ma altrettanto reale, in cui il progetto crea legami: non solo tra i partecipanti, ma tra chi offre, chi ospita e chi cerca esperienze.

Perché questo racconto riguarda Lugano

Si potrebbe obiettare che iniziative del genere esistono un po' ovunque. In parte è vero. Ma il modo in cui Calendar People si intreccia con il tessuto del Luganese ha qualcosa di specifico. Lugano è una città di confine, di passaggio, di persone che arrivano e ripartono. È una città internazionale e allo stesso tempo raccolta, dove è facile restare in superficie e più difficile creare radici. Un progetto che offre, con leggerezza e senza retorica, occasioni per conoscersi davvero, risponde a un'esigenza che qui si sente in modo particolare.

C'è poi la questione del territorio. Lugano e i suoi dintorni hanno una ricchezza paesaggistica — il lago, i monti, i boschi, le vigne — che rischia di rimanere sullo sfondo, un panorama da cartolina più che un luogo da vivere. Calendar People fa esattamente l'operazione opposta: prende quel paesaggio e lo trasforma in scenario di incontro, restituendogli una funzione sociale. Il Parco Ciani non è più solo un bel posto dove passare, ma il luogo dove hai conosciuto le persone con cui ora esci il sabato. Il Ceresio non è più solo lo sfondo delle foto, ma l'acqua su cui hai pagaiato con degli sconosciuti diventati amici.

È questo, in fondo, il valore più profondo del progetto. Non tanto le singole attività — per quanto belle e ben fatte — quanto ciò che accade attorno a esse. Il caffè bevuto insieme dopo una passeggiata. Il numero scambiato alla fine di un laboratorio. La sensazione, tornando a casa, di aver aggiunto qualcosa alla propria settimana e non solo di averla riempita.

Come iniziare

Il bello è che non serve nulla di complicato per fare il primo passo. Basta visitare il calendario di Calendar People, scorrere le proposte in programma nel Luganese, o nel resto del Ticino, e scegliere quella che accende una piccola curiosità. Una passeggiata nel bosco, un laboratorio creativo, una sessione di armonizzazione della voce. Poi ci si annuncia, ci si presenta e si lascia che il resto accada da sé.

Tornando a quel mercoledì al Parco Ciani, alla fine dell'ora di camminata metabolica, la signora che diceva di non credere fosse ancora possibile conoscere gente aveva già in programma di tornare la settimana dopo. Non solo per la camminata metabolica, ammetteva ridendo, quanto per le persone. Ed è forse la sintesi migliore di che cosa sia davvero Calendar People: un'attività come pretesto, un incontro come risultato. In una città che a volte fa sentire soli, è un modo semplice e concreto per ricordarsi che, a Lugano, nessuno deve restare solo.






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I.P.