Attualità - 13 agosto 2026, 18:00

Frontalieri italiani in calo, diminuiscono anche i lavoratori diretti in Ticino

Nel secondo trimestre del 2026 gli ingressi dall'Italia sono scesi dell'1,1% su base annua. In Svizzera lavorano complessivamente oltre 414 mila frontalieri

Diminuisce il numero dei frontalieri italiani che raggiungono la Svizzera per lavoro. Nel secondo trimestre del 2026 gli ingressi dall'Italia hanno registrato un calo dell'1,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La flessione interessa anche il Canton Ticino, dove il numero complessivo dei lavoratori frontalieri è diminuito dello 0,6% su base annua.

I dati diffusi dall'Ufficio federale di statistica indicano complessivamente 414.262 frontalieri occupati in Svizzera tra aprile e giugno. Il dato generale è in crescita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.

L'andamento cambia però in base al Paese di provenienza. Negli ultimi tre anni l'incremento più significativo ha riguardato i lavoratori provenienti dalla Francia, mentre il numero di quelli in arrivo da Italia, Germania e Austria è rimasto sostanzialmente stabile.

Differenze emergono anche tra le diverse aree della Confederazione. Su base annua i maggiori aumenti sono stati registrati nella regione del Lemano, con il 2,8%, nell'Altipiano con l'1,8% e nella Svizzera nordoccidentale con l'1%. La Svizzera centrale segna un incremento del 2,7%, seppure su numeri assoluti più contenuti. Oltre al Ticino, registrano invece una diminuzione Zurigo, con l'1,5% in meno, e la Svizzera orientale, in calo dell'1,2%.

La flessione registrata a sud delle Alpi si inserisce in un quadro già segnalato nei mesi scorsi da GastroTicino, che aveva rilevato una diminuzione delle candidature provenienti dal Nord Italia, in particolare tra i lavoratori maggiormente qualificati.

Tra gli elementi indicati per spiegare questa evoluzione figura il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera, entrato in vigore nel luglio 2023, che ha modificato il regime di tassazione per i nuovi frontalieri. A questo si aggiunge il miglioramento delle condizioni lavorative ottenuto in Italia in alcuni comparti, tra cui quello della ristorazione.

a.f.