Esiste un cammino che attraversa l’Italia dalle Alpi al Gargano, unendo abbazie sospese, castelli, borghi appartati e santuari scavati nella roccia. È il Cammino di San Michele Arcangelo: oltre 1.500 chilometri alla scoperta di un’Italia silenziosa, lontana dalle rotte più frequentate.
Il punto di partenza non potrebbe essere più spettacolare. La “Sacra di San Michele” che sorge quasi sospesa all’ingresso della Val di Susa. Per raggiungerla bisogna salire a piedi. Una volta in cima all’Abbazia, lo sguardo corre dalle montagne alla pianura. Davanti a quel panorama si avverte subito la sensazione di essere non soltanto all’inizio di un cammino. Da qui il percorso attraversa quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Dove l’Italia centrale si manifesta in tutta la sua unicità : fatta di bellezza e geometria. Non è un unico sentiero tracciato in modo continuo, ma un vero mosaico di antiche vie di pellegrinaggio e percorsi rurali. L’itinerario in alcuni tratti incontra altri grandi cammini e segue vie attraversate per secoli da mercanti e viandanti diretti a Roma. La capitale rappresenta una delle tappe più importanti.
Castel Sant’Angelo, costruito inizialmente come mausoleo dell’imperatore Adriano, deve il proprio nome alla tradizione secondo la quale l’Arcangelo apparve sulla sua sommità. Anche qui storia e leggenda si intrecciano, trasformando un monumento in qualcosa di suggestivo e spirituale. Il tratto molisano è probabilmente uno dei più sorprendenti. Si attraversano zone interne, antichi tratturi e paesaggi ancora legati alla pastorizia. Si incontrano paesi poco conosciuti, boschi e grandi spazi selvaggi. Qui il silenzio accompagna il passo e restituisce al cammino il suo ritmo più autentico. Poi arriva la Puglia e il paesaggio cambia ancora. La luce si fa più intensa, gli ulivi accompagnano la strada e, quasi all’improvviso, si profila il promontorio del Gargano.
La meta finale è Monte Sant’Angelo, il paese bianco. Qui il Santuario di San Michele non si innalza verso il cielo, ma scende dentro la montagna. Per entrare nella grotta bisogna percorrere una lunga scalinata. È un arrivo completamente diverso dalla partenza piemontese: il viaggio comincia salendo verso un’abbazia sospesa tra cielo e montagna e termina scendendo nel cuore della roccia. È come se, dopo aver attraversato l’Italia, il viaggiatore venisse condotto volutamente in profondità. La grotta è meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo, custodisce secoli di misteri e testimonianze di viaggi verso la Terra Santa.
Affrontare tutto l’itinerario richiede tempo, organizzazione e molto allenamento. Tuttavia, il Cammino di San Michele può essere vissuto scegliendone soltanto una parte. Seguire un tratto tra Toscana e Lazio, attraversare i campi del Molise oppure dedicarsi alle tappe finali sul Gargano. La primavera e l’inizio dell’autunno sono generalmente i periodi più piacevoli, verificando sempre le condizioni meteorologiche prima di partire. Il percorso italiano fa parte di un disegno ancora più ampio: la cosiddetta Linea di San Michele, che unisce idealmente sette importanti santuari dedicati all’Arcangelo. Parte dall’isola irlandese di Skellig Michael, passa dalla Cornovaglia, da Mont-Saint-Michel in Normandia, dalla Val di Susa e dal Gargano, per continuare verso la Grecia e il Monte Carmelo.
Una linea sospesa tra geografia e leggenda, lungo la quale l’Arcangelo viene raffigurato con le ali spiegate, l’armatura e una lancia rivolta contro un drago. Per la cristianità Michele è il principe delle milizie celesti, il guerriero che nell’Apocalisse guida gli angeli nella battaglia contro il male. È il difensore della fede e, nella devozione popolare, il “soldato di Cristo”: non un conquistatore, ma colui che combatte con sacrificio per la giustizia. Non è necessario essere credenti per restare affascinati da questa figura. Oggi è anche un’immagine archetipica che può rappresentare il coraggio di affrontare una difficoltà, evitando di cambiare strada, o semplicemente una lotta per ciò che riteniamo giusto.
Perché ogni viaggio comincia anche con una piccola battaglia: quella contro le paure e tutte le ragioni che ci suggeriscono di non farlo. San Michele combatte il drago; chi cammina affronta il proprio. E, qualche volta, il gesto più coraggioso è semplicemente osservarsi prima di compiere un altro passo.