(Adnkronos) -
Cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre a Mirafiori sulla linea della 500 elettrica e ibrida. È quanto comunicato oggi dalla direzione delle Carrozzerie alle rappresentanze sindacali dello stabilimento torinese. Nel corso dell’incontro l’azienda ha spiegato che la decisione è stata presa per valutare le problematiche produttive dell’impianto. “Siamo di fronte a una situazione complessa - sottolinea un portavoce dell’azienda - nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”.
"Da oltre un anno e mezzo siamo impegnati a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro Paese ed altri che arriveranno", ricorda un portavoce di Stellantis commentando l'annuncio di una nuova cassa integrazione a Mirafiori. Un piano "ambizioso - si spiega - perché calato in un contesto certamente non favorevole, caratterizzato da un mercato che si è ridotto di un quinto rispetto al pre covid, da una concorrenza extra-UE, forte di condizioni competitive irreplicabili in EU, che riduce ulteriormente lo spazio di mercato dei produttori europei e una grave mancanza di competitività europea, ancora più accentuata in Paesi come il nostro, in particolare sul piano del costo dell’energia”.
Secondo Stellantis, "rispetto alle preoccupazioni intorno alla stabilità della produzione torinese è però importante focalizzarsi su un paio di elementi legati al contesto: il prezzo e la competitività”. “Sul fronte della competitività – spiega il portavoce - i prezzi delle produzioni nazionali, nella fattispecie, di Mirafiori, potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del costo dell’energia. Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora - anche a causa del difficile contesto geopolitico - non abbiamo visto alcun beneficio concreto”.
Nello spiegare l’attuale situazione produttiva in ambito automobilistico, Stellantis precisa che “un veicolo nuovo costa di più rispetto al passato e questa minore accessibilità ha svantaggiato soprattutto le famiglie del ceto medio e i giovani”. Una condizione che "ha impattato soprattutto sul segmento delle utilitarie a causa dell’aumento dei costi di trasformazione e dei cosiddetti costi regolatori, ovvero tutti quei costi dovuti a requisiti o prescrizioni normative”.
Il gruppo sottolinea poi che nonostante questa situazione che caratterizza il settore automotive, “uno dopo l’altro abbiamo messo in sicurezza e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori”. “Alla fine dello scorso anno - ha spiegato il portavoce - abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare significativamente la produzione. Nel solo primo semestre di quest’anno, ad esempio, abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025. La nuova 500 non è l’unica iniziativa che abbiamo portato a Mirafiori. Nel Polo torinese - ha aggiunto - abbiamo anche avviato - e stiamo già rafforzando - la produzione dei cambi elettrificati e-DCT fondamentali per le motorizzazioni ibride che sono in costante crescita. Abbiamo portato il nostro primo hub di economia circolare e abbiamo realizzato un centro di ricerca all’avanguardia sulle batterie. Dal 2030 poi arriverà la nuova generazione di 500 che rafforzerà ulteriormente lo stabilimento”.
“La cassa integrazione di due settimane, dal 19 al 30 ottobre, alla Carrozzeria di Mirafiori ci aspettiamo che riguardi altri settori come le Presse”, sottolinea la Fiom di Torino. Il segretario generale, Edi Lazzi, e il responsabile dello stabilimento per il sindacato, Gianni Mannori, commentano: “Sono passati solo otto mesi da quando la cassa integrazione è cessata in Carrozzeria. Otto mesi intervallati da fermi produttivi settimanali iniziati nel mese di giugno e con il periodo di ferie che è stato prolungato. E, dopo questo breve periodo di lavoro, è arrivata la richiesta della cassa integrazione con il completo stop produttivo che rischia di essere il primo di una lunga serie mettendo anche a rischio la conferma dei 400 ragazzi interinali che lavorano in Carrozzeria”.
“Rimarchiamo il fatto che, con questo stop, siamo al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione. Siamo così, per l'ennesima volta nel tunnel della cassa che, come sempre, pagheranno sulla loro pelle le lavoratrici e i lavoratori di Stellantis, ma anche quelli dell'indotto - aggiungono - siamo stati facili profeti, indicando come rischio concreto il ritorno degli ammortizzatori sociali che sono stati richiesti dall'azienda non certo per la mancanza di componenti, come Stellantis ha cercato di far credere, ma per le scarse vendite dell'unico modello prodotto, come invece sostenuto dalla Fiom di Torino. Per questa ragione continuiamo a battere sul concetto che un solo modello non basta”. “Adesso è urgente un incontro tra sindacato, azienda e istituzioni a tutti i livelli per trovare al più presto soluzioni per Mirafiori e Torino in generale, finalizzate a contrastare il declino che il nostro territorio sta attraversando da troppo tempo”, concludono Lazzi e Mannori.