Politica - 28 settembre 2026, 11:00

Svizzera, bocciata l’iniziativa sulla neutralità: il 70,2% vota No

Respinta la proposta che chiedeva di inserire nella Costituzione una definizione più rigida della neutralità elvetica. Nessun Cantone ha approvato il testo, in Ticino il risultato più equilibrato con il 51,7% di contrari

Gli svizzeri hanno respinto nettamente l’iniziativa che puntava a rafforzare e irrigidire nella Costituzione il principio della neutralità della Confederazione. Nella votazione federale di domenica 27 settembre il No ha raggiunto il 70,15%, contro il 29,85% dei Sì. La partecipazione si è attestata al 47,06%. Nessuno dei Cantoni ha approvato la proposta.

L’iniziativa popolare "Salvaguardia della neutralità svizzera", sostenuta da Pro Svizzera e da esponenti dell’Udc, chiedeva di inserire nella Costituzione una definizione più restrittiva della storica neutralità elvetica. Il progetto prevedeva, tra l’altro, di definire la neutralità svizzera come "permanente e armata", limitando l’adesione o la collaborazione con alleanze militari e introducendo vincoli più stringenti sull’adozione di sanzioni contro Stati coinvolti in conflitti.

Il risultato è stato netto praticamente in tutto il Paese. Il No ha raggiunto il 79,9% a Basilea Città, il 75,6% a Neuchâtel e il 74,5% a Zurigo. Anche nei Grigioni la proposta è stata respinta con il 66,6% dei voti contrari.

Più combattuta la votazione in Ticino, dove il No si è fermato al 51,75%, contro il 48,25% dei favorevoli. Anche Svitto, con il 57,86% di No, e Appenzello Interno, con il 59,66%, hanno registrato risultati più equilibrati rispetto alla media nazionale.

Al centro dell’iniziativa c'era soprattutto il futuro orientamento della politica estera svizzera. I promotori sostenevano la necessità di proteggere maggiormente la neutralità dalle pressioni internazionali e di impedire un progressivo avvicinamento della Confederazione alle alleanze militari. Il testo avrebbe inoltre fortemente limitato la possibilità per Berna di adottare autonomamente misure coercitive non militari nei confronti degli Stati belligeranti, mantenendo invece quelle decise dalle Nazioni Unite.

Il Consiglio federale era contrario all’iniziativa, ritenendo che avrebbe ridotto eccessivamente il margine di manovra della Svizzera in politica estera. Il governo aveva sottolineato come la neutralità sia già sancita dalla Costituzione e riconosciuta a livello internazionale, sostenendo la necessità di conservarne un'applicazione sufficientemente flessibile.

Il voto del 27 settembre lascia quindi invariato l'attuale quadro: la neutralità rimane uno dei principi fondamentali della Confederazione, senza però i nuovi vincoli costituzionali proposti dall'iniziativa.

Redazione