Canton Ticino - 10 ottobre 2020, 17:29

Il Covid 19 torna a far paura anche nel Canton Ticino

Il Consiglio di Stato ha promulgato una stretta circa le misure di contenimento che contemplano l’obbligo di mascherina all’interno dei centri commerciali e negozi e la chiusura di pub, discoteche ed in senso più ampio locali da ballo

Il Covid 19 torna a far paura anche nel Canton Ticino

L'impennata dei nei nuovi casi di coronavirus in Svizzera non accusa rallentamenti. I valori giornalieri sono ormai analoghi a quelli più elevati registrati in primavera e sfiorano la soglia dei 1.500 nuovi casi al giorno. Tre regioni italiane sono intanto aggiunte alla Liguria sulla "lista rossa" della Confederazione: Campania, Sardegna e Veneto.

Nelle ultime due settimane in Svizzera e Liechtenstein si contano 8.325 nuove infezioni confermate in laboratorio, ciò che corrisponde a un tasso di 97 casi per 100.000 abitanti. La Svizzera rientra quindi, secondo la propria stessa definizione, nella categoria delle zone a rischio: la soglia di 60 contagi per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni è il criterio adottato da Berna per imporre l'obbligo di quarantena a persone provenienti da determinati paesi o regioni.

Non fa eccezione il Canton Ticino, dove crscono i nuovi positivi, i ricoveri in ospedali ed i micro focolai, al punto che il Consiglio di Stato ha promulgato una stretta circa le misure di contenimento che contemplano l’obbligo di mascherina all’interno dei centri commerciali e negozi e la chiusura di pub, discoteche ed in senso più ampio locali da ballo.

Un giro di vite che nasce dalla presa d’atto che il tasso di contagio, nel Cantone, ha raggiunto il 7 per cento, che è addirittura di tre punti inferiore al 10 per cento registrato a livello nazionale, ma ancor più per via dell’innalzamento dell’età media dei nuovi contagiati e dell’aumento tra gli over 60 e 70 con annessa e preoccupante ripresa dei ricoveri negli ospedali.

Le misure sono state rese note dal presidente del Governo Norman Gobbi insieme a Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, e al dottore cantonale Giorgio Merlani: mascherine, disinfettanti, distanziamento sociale, assembramenti da evitare e libertà ai Comuni di decidere se autorizzare o meno eventi che prevedano più di 300 presenze.

Si fa il possibile per evitare lockdown parziali e totali. Al ristorante si potrà mangiare solo al tavolo, con i camerieri dovranno indossare mascherine chirurgiche e non le visiere di protezione, mentre nei negozi dovranno essere installate barriere di plexiglass alla cassa e forniti guanti alla clientela che deve toccare il prodotto da acquistare.

Gualtiero Bertola

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