Conclusa a Varese la presentazione del progetto SAI – Salvaguardia Aquae Insubriae, iniziativa transfrontaliera dedicata alla tutela delle acque dei laghi Maggiore e Ceresio tramite sistemi di monitoraggio innovativi basati su tecnologie automatiche e open‑source e sull’approccio One Health.
Massimo Sertori assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica ha dichiarato: «Il progetto SAI rappresenta un passo decisivo per la tutela dei laghi insubrici e per il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Svizzera. L’iniziativa, basata sull’approccio One Health, affronta contaminanti emergenti come PFAS, antibiotico‑resistenza, tossine dei cianobatteri e con tecnologie avanzate e protocolli condivisi, punta a creare sistemi di monitoraggio innovativi e modelli predittivi dei rischi con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini, migliorando la prevenzione, proteggendo gli ecosistemi e garantendo la sicurezza ambientale e sanitaria delle comunità transfrontaliere. SAI è un modello di collaborazione efficace, che dimostra come lavorare insieme permetta di affrontare con maggiore forza le sfide ambientali dei nostri territori».
Per questo progetto, che intende rivoluzionare la tutela delle acque dei laghi Maggiore e Ceresio, è previsto un finanziamento complessivo di circa 1 milione, di cui 884.065 euro per i partner italiani per una durata di 30 mesi.
Marco Magrini, presidente di Provincia di Varese ha spiegato: «I laghi per la Provincia di Varese non sono solo identità, ma una leva strategica: turismo, economia e soprattutto salute. La qualità delle acque incide sulla vita dei cittadini, tra balneabilità, sicurezza e benessere. Progetti come SAI danno concretezza a una visione che unisce tutela ambientale, innovazione scientifica e sviluppo del territorio».
Salvatore Gioia direttore generale di ATS Insubria ha commentato: «Il progetto SAI rappresenta un passaggio fondamentale nella tutela dei nostri laghi, unendo tecnologie avanzate con sistemi automatici di monitoraggio e un approccio condiviso basato sulla logica One Health. Rafforziamo quindi, in modo significativo, la capacità di prevenire rischi sanitari e ambientali. SAI è un investimento concreto per la sicurezza delle comunità, per la qualità dell’ecosistema e per una gestione più moderna e integrata delle risorse idriche. Auspico che per i partner possa essere un’occasione significativa di crescita anche per mettere a sistema competenze trasversali e interdisciplinari, valorizzando così il lavoro di squadra e lo sviluppo professionale».
Umberto Piarulli, Prorettore Vicario dell'Università degli Studi dell’Insubria è così intervenuto: «Il coinvolgimento dell'Ateneo nel progetto SAI conferma il forte impegno dell'Ateneo nella partecipazione ai bandi Interreg dell'ultimo biennio. I nostri ricercatori sono coinvolti in molteplici iniziative e progettualità congiunte Italia-Svizzera attraverso partenariati pubblici e privati, con lo scopo di generare conoscenza e nuove opportunità di sviluppo ed impiego in questo territorio transfrontaliero».
In questo contesto, Flavia Marinelli, Direttrice del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università dell’Insubria, partner del progetto SAI, ha sottolineato il ruolo fondamentale di tali collaborazioni multidisciplinari nella salvaguardia del territorio attraverso l'approccio "One Health" che considera la salute dell'uomo, degli animali, delle piante e dell'ambiente in ottica integrata e globale.
Il capofila svizzero SUPSI – Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana ha evidenziato il valore della cooperazione scientifica tra i due Paesi. Come sottolineato da Massimiliano Cannata, Responsabile ricerca DACD-SUPSI, competenze complementari favoriscono una collaborazione concreta e orientata ai risultati. In questa prospettiva, il progetto SAI si fonda su un approccio interdisciplinare, con il paradigma One Health come riferimento per affrontare le relazioni tra ambiente, salute e territorio.
Il tema della cooperazione è stato ripreso anche dal DSS Ticino – Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino, sottolineando l’importanza di avere metodi di monitoraggio e protocolli di risposta alle emergenze condivisi fra Autorità. Questo permette di affrontare eventuali situazioni di rischio in modo allineato, rafforzando l’efficacia delle nostre azioni a tutela della salute pubblica.
In continuità con questa visione, IZSLER – Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia-Emilia Romagna ha posto l’accento sul ruolo dei controlli ambientali e veterinari: «In ottica One Health, le informazioni ottenute tramite i controlli veterinari e ambientali risultano essenziali per garantire un monitoraggio completo sullo stato sanitario delle diverse specie ittiche campionate compresa l’eventuale circolazione di agenti zoonosici e sulle possibili contaminazioni ambientali da agenti chimici. IZSLER metterà a servizio del progetto la propria esperienza nel campo della sanità animale e della salute pubblica eseguendo le analisi sui pesci e la ricerca di contaminanti ambientali e antibiotici sulle acque».
L’introduzione ai Progetti Interreg è stata a cura di Alfonso Grisolia del Segretariato Congiunto Programma Interreg Italia – Svizzera. L’incontro ha visto la partecipazione dei partner italiani e svizzeri e il coordinamento scientifico di Marco Farioli di ATS Insubria, che ha sottolineato l’importanza di una governance condivisa, capace di rispondere in modo tempestivo alle sfide ambientali e sanitarie del territorio. La presentazione di SUPSI è stata curata da Federica Mauri Responsabile Igiene ed ambiente-Istituto Microbiologia e Vasco Medici Responsabile sistemi energetici-Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito. Giovanni Sala, Responsabile sezione di Binago di IZSLER ha rappresentato il suo ente negli interventi degli esperti, mentre per Università dell’Insubria è intervenuta Flavia Marinelli, Direttore del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita. Nicola Forrer, Direttore del Laboratorio cantonale ha fornito gli approfondimenti relativi al suo ente di appartenenza.




