Business - 21 settembre 2026, 07:00

Spesa in Italia, come funziona la franchigia IVA da 150 franchi

Si chiama limite di franchigia secondo il valore ed è la soglia entro la quale chi rientra in Svizzera può importare merci destinate all’uso proprio senza pagare l’IVA svizzera.

Spesa in Italia, come funziona la franchigia IVA da 150 franchi

Si chiama limite di franchigia secondo il valore ed è la soglia entro la quale chi rientra in Svizzera può importare merci destinate all’uso proprio senza pagare l’IVA svizzera. Dal 1° gennaio 2025 è fissata a 150 franchi al giorno per persona, la metà dei 300 franchi in vigore fino al 2024. La riduzione, decisa dal Consiglio federale nell’ottobre 2024, dava seguito a una mozione parlamentare e alle iniziative dei Cantoni San Gallo e Turgovia contro il turismo degli acquisti.

La regola è semplice nella forma, meno nell’applicazione. La soglia non agisce come uno sconto: se il valore complessivo delle merci supera i 150 franchi, l’imposta dell’8,1% si applica sull’intero importo e non soltanto sulla parte eccedente. Chi rientra con 400 franchi di acquisti paga l’IVA su 400. Il valore si calcola al netto dell’IVA estera, a condizione che questa figuri sullo scontrino o sulla fattura, e si converte in franchi secondo i corsi pubblicati dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).

Quali acquisti rientrano nei 150 franchi

Nel totale confluisce quasi tutto ciò che si trasporta: generi alimentari, abbigliamento, regali. Restano esclusi il carburante contenuto nel serbatoio, gli oggetti d’uso personale e le provviste per il viaggio. Ogni persona, bambini compresi, può avvalersi della franchigia una sola volta al giorno, mentre un singolo oggetto che da solo supera i 150 franchi è sempre imponibile. La dichiarazione si può fare al valico oppure in anticipo con l’applicazione QuickZoll, il cui utilizzo, secondo i dati dell’UDSC, nel 2025 è più che raddoppiato (+129%). L’ufficio precisa però di non tenere statistiche complete sul traffico turistico.

Gomme e riparazioni fatte in Italia: come si calcola l’IVA

Un capitolo a parte riguarda i veicoli. Anche i lavori di manutenzione e riparazione eseguiti all’estero sul proprio mezzo rientrano nella franchigia, ma con una particolarità: poiché ciò che si importa è il veicolo stesso, il montaggio di pezzi oltre i 150 franchi è sempre soggetto a IVA, qualunque sia il numero di persone a bordo. Il cambio stagionale degli pneumatici effettuato in un’officina italiana è il caso più ricorrente tra ottobre e novembre.

Per farsi un’idea degli ordini di grandezza, le gomme invernali Euroimport offrono un riferimento consultabile online: nel listino della categoria del rivenditore, con sede nel Torinese, i prezzi finali partono da circa 38 euro a pezzo per le misure più piccole. Il treno di quattro più economico si colloca quindi già in prossimità della soglia e, sommato alla manodopera o alla spesa della giornata, la supera.

Il dimezzamento della soglia non sembra aver modificato in modo sensibile le abitudini dei consumatori. Secondo le stime della DISTI, l’associazione della grande distribuzione ticinese, riportate dal Corriere del Ticino nell’aprile 2026, il volume degli acquisti effettuati oltreconfine dai residenti del cantone è passato nel giro di pochi anni da 500 a circa 700 milioni di franchi all’anno.

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