Attualità - 20 ottobre 2026, 10:56

La ricerca della Cisl dei Laghi sui frontalieri: «Diminuito il potere d'acquisto, tassa della salute penalizzante»

il sindacato tramite un questionario, ha voluto dare voce a chi lavora oltre confine, tra cui 31mila persone della provincia di Varese. I risultati saranno presentati durante un convegno in programma sabato 24 ottobre a Ville Ponti: «Quasi un lavoratore su tre (31,7%) passa più di un'ora e mezza al giorno negli spostamenti casa-lavoro, e il 73,2% degli intervistati usa principalmente l'auto privata. Soltanto il 37,4% lavora in aziende che consentono il telelavoro ai frontalieri»

La ricerca della Cisl dei Laghi sui frontalieri: «Diminuito il potere d'acquisto, tassa della salute penalizzante»

Sono decine di migliaia le persone che ogni mattina attraversano il confine per andare a lavorare in Svizzera e ogni sera lo riattraversano per tornare a casa. Solo dalla provincia di Como partono quasi 32 mila frontalieri, il 41% di quelli italiani occupati in Ticino; da Varese altri 31 mila. A loro è dedicata la ricerca "Lavorare oltre confine: condizioni, bisogni e prospettive dei lavoratori frontalieri", che sarà presentata sabato 24 ottobre alle 9.30 al Centro Congressi Ville Ponti di Varese.

L'indagine è stata promossa da CISL dei Laghi, CISL Sondrio, CISL Piemonte Orientale e dal sindacato ticinese OCST, con il coordinamento scientifico di BiblioLavoro, il centro studi della CISL Lombardia. Nel maggio 2026 hanno risposto al questionario online 1.542 lavoratrici e lavoratori. L'obiettivo è andare oltre le statistiche ufficiali e chiedere direttamente ai frontalieri come stia cambiando il loro lavoro, per trasformare l'ascolto in proposte concrete.

Il salario non basta più

La retribuzione resta uno dei principali motivi per scegliere la Svizzera: il 73% degli intervistati si dice soddisfatto dello stipendio. Il quadro però è più complesso.

•      Quasi la metà (48,4%) ritiene che negli ultimi anni il proprio potere d'acquisto sia diminuito.

•      Il 55,6% pensa di guadagnare meno di un residente svizzero con le stesse mansioni. La quota sale al 63,4% tra chi non è coperto da un contratto collettivo.

•      Il 42,7% riferisce di aver vissuto almeno una volta un trattamento percepito come discriminatorio in quanto frontaliere.

Il giudizio sul welfare aziendale è decisamente critico: il 58,9% non ne è soddisfatto. Per la maggioranza degli intervistati mancano contributi per il trasporto, buoni pasto o premi di produzione.

Il peso del tempo

Uno dei costi meno visibili del frontalierato è il tempo. Quasi un lavoratore su tre (31,7%) passa più di un'ora e mezza al giorno negli spostamenti casa-lavoro, e il 73,2% degli intervistati usa principalmente l'auto privata. Soltanto il 37,4% lavora in aziende che consentono il telelavoro ai frontalieri, ma chi lo utilizza lo promuove quasi all'unanimità (95,2%). Tra chi lavora da remoto, il 69,5% è soddisfatto dell'equilibrio tra vita e lavoro, contro il 51,8% di chi lavora solo in presenza.

Tassa sulla salute e previdenza

Netto il giudizio sulla cosiddetta "tassa sulla salute": l'87,8% la considera penalizzante. Emerge poi un forte bisogno di informazione sul secondo pilastro. Il 69,2% dichiara di conoscere poco o per niente il funzionamento della propria cassa pensione.

Infine, il 76,9% non prenderebbe in considerazione un trasferimento in Svizzera. Il frontalierato appare quindi come una scelta stabile di vita, non come una tappa verso l'emigrazione.

Dai dati alle proposte

Il volume non si ferma all'analisi. La seconda parte raccoglie le proposte sindacali:

•      estensione della contrattazione collettiva in Svizzera;

•      tutela dei salari dall'inflazione;

•      attuazione dello Statuto dei lavoratori frontalieri e della NASpI già prevista dalla legge 83/2023;

•      innalzamento della soglia fiscale del telelavoro;

•      rafforzamento della rete di servizi tra OCST e CISL, compresi INAS e CAF.

Il programma del 24 ottobre

•      ore 9.30 – Apertura dei lavori: Dino Perboni, segretario regionale CISL Lombardia

•      ore 10.00 – Presentazione della ricerca: Francesco Girolimetto, direttore BiblioLavoro

•      A seguire – Prima tavola rotonda: “L'impatto del lavoro transfrontaliero sull'economia del territorio”, con Andrea Puglia (vicesegretario cantonale OCST), Michele Rossi (responsabile servizio giuridico della Camera di Commercio del Canton Ticino), Mauro Vitiello (presidente Camera di Commercio Varese) ed Elena Ugazio (segretaria generale CISL Piemonte Orientale). Modera Matteo Inzaghi, direttore Rete 55.

•      Ore 11.00 – Seconda tavola rotonda: “Il rapporto tra le istituzioni come può agevolare il lavoro transfrontaliero?”, con Marco Contessa (responsabile nazionale Frontalieri CISL), Massimo Sertori (assessore Regione Lombardia agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica), Massimo Mastromarino (presidente Associazione Comuni di Frontiera) e Luca Della Bitta (sindaco di Chiavenna). Modera Anna Campaniello, giornalista di Espansione TV.

•      Ore 12.30 – Conclusioni: Mattia Pirulli, segretario nazionale CISL

Dal 24 ottobre il volume sarà disponibile in prestito in formato cartaceo presso BiblioLavoro e gratuitamente in formato digitale sul sito web di BiblioLavoro.

Comunicato Stampa

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