(Adnkronos) - "Mi fa piacere che si riapra il caso Pasolini perché il Paese ha bisogno di verità e la verità fa bene a un Paese". Sono le parole con cui Dacia Maraini - interpellata dall'AdnKronos - commenta la notizia della riapertura da parte della Procura di Roma del caso della morte dell'intellettuale ucciso a Ostia nel 1975. "Pino Pelosi - ricorda la scrittrice e grande amica dell'autore di 'Ragazzi di vita' - disse anche prima di morire che non era stato lui a uccidere Pasolini. E poi tra Pasolini e chi lo ha ucciso c'è stato un corpo a corpo violentissimo. Pier Paolo era coperto di sangue e invece Pelosi, appena si allontanò dal cadavere, non aveva neanche una goccia di sangue. Abbiamo visto la fotografia", ricorda Maraini che osserva: "Era chiaro fin dall'inizio che non è stato lui. Però ancora non sappiamo chi è stato a uccidere Pasolini ed è ancora un mistero. Non sappiamo chi è stato, chi ha voluto la sua morte, chi stava dietro e chi erano i killer".




