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Attualità | 16 febbraio 2021, 11:00

Al via il progetto di valorizzazione di Casa Berna, edificio storico a Lavizzara-Prato Sornico

prevede l’acquisto dell’edificio da parte del Cantone, il suo restauro conservativo, la ricollocazione della biblioteca che vi si trovava in origine e l’apertura al pubblico con l’inserimento di contenuti culturali, didattici e turistici. La gestione di Casa Berna dopo il restauro sarà assicurata dal Patriziato e dal Comune.

Lavizzara, Prato Sornico, Casa Berna (prima metà del XVIII secolo). A sinistra l’edificio interessato dal progetto di valorizzazione

Lavizzara, Prato Sornico, Casa Berna (prima metà del XVIII secolo). A sinistra l’edificio interessato dal progetto di valorizzazione

Casa Berna è uno dei più significativi palazzi nobiliari che caratterizzano il nucleo di Prato. Il suo valore monumentale risiede nei contenuti architettonici e storici, e nella presenza della biblioteca raccolta e aperta al pubblico (clero locale e notabili) dal canonico Giovanni Giulio Gerolamo Berna (1717-1804). Per la valle Lavizzara Casa Berna e la sua biblioteca hanno rappresentato, dal 1762, un centro culturale d’eccellenza, accanto al polo politico (Pretorio cinquecentesco di Sornico) e al polo religioso (chiesa matrice di San Martino a Sornico). L’edificio è segnalato per la sua importanza all’interno del nucleo anche nell’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS). Per il Cantone Ticino Casa Berna e la sua biblioteca sono un unicum degno di essere valorizzato.

Casa Berna attualmente non è abitata e si trova in precarie condizioni di conservazione. La biblioteca, composta dagli armadi originali e dai libri che sono stati catalogati e sottoposti a interventi di conservazione sostenuti anche dal Cantone, è stata trasferita nel 2008 in uno stabile a Fusio per evitarne il degrado.    

Considerata la volontà di preservare questa preziosa e unica testimonianza culturale, storica e architettonica, il Cantone intende acquistare dal Patriziato Casa Berna e procedere al restauro completo. È prevista pure una convenzione con il Patriziato e il Comune per la gestione da parte di questi ultimi di quello che diventerà un centro con finalità culturali, didattiche e turistiche per la regione.

R.G.

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