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Attualità | 20 febbraio 2021, 09:00

Test di depistaggio nelle scuole elementari di Chiasso alla riapertura dei centri scolastici dopo le vacanze di Carnevale

Li chiede il Consigliere comunale Fabrizio Chiappini, del Gruppo PLR

Foto redcross.ch

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Il Consigliere comunale Fabrizio Chiappini, del Gruppo PLR, ha consegnato in Municipio un’interrogazione circa la necessità di effettuare un test di depistaggio nelle scuole elementari di Chiasso alla riapertura dei centri scolastici dopo le vacanze di Carnevale, dopo aver preso atto del rapido aumento di persone risultate positive alle varianti del Covid 19, soprattutto la variante inglese.

“Nelle ultime settimane la diffusione del Coronavirus ed il relativo numero di contagiati nel nostro Cantone è diminuito costantemente. Questo importante risultato è il frutto delle eccezionali misure prese in tutto il nostro Paese.

Purtroppo ad oscurare il cauto ottimismo dettato dal miglioramento della situazione epidemiologica nel nostro Cantone e nell’intera Confederazione, ci sono vari articoli inerenti il rapido aumento di persone risultate positive alle varianti del Covid 19, soprattutto la variante inglese.

Come annunciato durante l'ultima conferenza stampa “tecnica” del 9 febbraio a Berna, dal responsabile della Task Force UFSP Covid 19 della nostra Confederazione, Sig. Martin Akermann, la presenza di queste varianti della malattia nel nostro paese, aumenta in maniera esponenziale ogni settimana tra le persone che risultano positive.

Le persone che si ammalano delle varianti sono in continuo aumento, questo in maniera inversamente proporzionale alle persone che stanno guarendo e svuotando i nostri nosocomi, dalla classica forma di malattia.

La cosa molto, ma molto preoccupante, è vedere l'impennata dei contagi all’interno delle scuole dell'obbligo! Ogni giorno aumentano in maniera importante anche le quarantene di classe nelle scuole elementari di responsabilità dei singoli Comuni.

È inutile nasconderlo, questa evoluzione fa aumentare le preoccupazioni anche tra le persone finora scettiche, e soprattutto tra i medici pediatri presenti sul nostro territorio.

Non per niente (sempre il 9 Febbraio) il Presidente dei Pediatri Svizzeri Dottor Gian Paolo Ramelli, ha dichiarato al Telegiornale, che se i Cantoni in maniera autonoma, non cominceranno ad ordinare l'impiego delle mascherine anche ai bambini che frequentano le scuole elementari, il numero di contagi, appunto tra i piccoli, continuerà ad aumentare in maniera progressiva, al punto di dover probabilmente passare all'apprendimento scolastico tramite video scuola da casa.

La cosa principale che emerge da questa discussione tra esperti è che per quanto riguarda la variante primaria del virus, partita da Whuan, durante la quale i bambini si ammalavano poco, e risultavano positivi, erano poco “contagiosi” verso gli adulti. Ora la situazione è contraria!

Un bambino o un adolescente, una volta che contrae il virus, lo trasporta all'interno dei gruppi di persone adulte o i propri famigliari come un adulto!

Anche il Consiglio Federale, da qualche giorno, ha iniziato le discussioni con gli specialisti sempre della Task Force, prendendo in considerazione la possibilità di passare anche alla “tele scuola”, per arrestare la diffusione del virus tra i giovani, ma soprattutto verso i propri genitori.

Calcolando poi che dalla settimana prossima inizieranno le vacanze di carnevale, molte famiglie si sposteranno nei nostri comprensori sciistici aperti, facendo circolare al meglio la diffusione del virus.

Un'altra cosa molto discussa in questo momento è la strategia per scovare le persone positive, ma asintomatiche, che si spostano giornalmente all’interno della comunità.

Il Canton Grigioni, pioniere in Svizzera di queste ricerche avendo sottoposto ai vari test di depistaggio presenti sul mercato gran parte dei suoi abitanti, ha potuto dimostrare ai vari Cantoni della nostra Confederazione che se si vuole scovarle queste persone il sistema c'è.

Secondo il sottoscritto, le autorità non vogliono procedere (almeno a campione) a queste ricerche,

semplicemente per la paura di “scovare” questi asintomatici che farebbe aumentare il famoso valore RT, con la conseguenza che a livello mediatico, il Ticino apparirà nuovamente come:

  1. Cantone con un numero elevato di ammalati
  2. Non poter chiedere alle autorità Federali la riapertura completa di tutte le attività il prossimo 1° marzo

Da tener conto che nel nostro comprensorio abbiamo anche la fortuna di avere:

  • almeno un'azienda che produce questi test CPR o rapidi;
  • laboratori privati abilitati ad effettuare lo screening dei tamponi alla ricerca del COVID 19 con tutte le sue varianti”.
  • Prendendo in considerazione quanto sopra elencato mi permetto d'interrogare il Lodevole Municipio, sui
    seguenti punti:

Tenendo presente che siamo un importante Comune del Canton Ticino, non vogliamo promuovere questi test all’interno delle scuole dell'obbligo, autonomamente, almeno periodicamente (una volta la settimana per almeno 6 settimane/ arrivo stagione calda - meno contagi), effettuando dei test CPR della saliva alle classi di scuole elementari? (Test per niente fastidiosi che, al contrario dei test rapidi, fanno parte dei famosi test CPR quindi

Costi stimati alla settimana:

  • 259 alunni/ 22 dipendenti
  • costo Testeanalisi dello stesso 46 franchi svizzeri a persona
  • 12.926 franchi svizzeri a settimana

Proporre la stessa procedura a tutti collaboratori, (docenti, personale amministrativo, ecc.) presenti all'interno degli istituti scolastici di competenza del Comune?

Non vogliamo tentare di scovare gli asintomatici che appunto presenziano alle lezioni, contagiando inavvertitamente i compagni che a loro volta, purtroppo, fanno ammalare i propri genitori?

Non vogliamo tentare di scovare gli asintomatici che appunto presenziano alle lezioni, contagiando inavvertitamente i compagni che a loro volta, purtroppo, fanno ammalare i propri genitori?

Vogliamo chiedere al Direttore delle nostre scuole elementari, signor Formenti (competenza Comunale), di chiedere un ulteriore sforzo ai propri alunni obbligando i nostri bambini, a portare una mascherina all’interno del centro scolastico, tentando di diminuire i contagi e scoraggiando il proseguo delle lezioni in presenza?

Siete a conoscenza che i nostri bambini, che giornalmente prendono il torpedone per recarsi a scuola (esempio da Sasseglio Pedinate) non indossano alcuna protezione sul viso? Sullo stesso torpedone, restano anche 20 minuti!

Non vogliamo intervenire in queste situazione, sensibilizzando almeno i genitori a far portare una mascherina ai propri figli, durante i tragitto casa -scuola?

    Secondo le disposizioni contenute nel Regolamento comunale, il Municipio risponderà all’interrogazione entro il termine di trenta giorni.

    R.G.

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