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Attualità | 03 aprile 2021, 11:00

Il Ticino vuole proteggere dalla violenza i suoi bambini ed i suoi giovani

Lo farà attraverso il rafforzamento della partecipazione dei bambini e dei giovani alle decisioni che li riguardano, della promozione delle politiche giovanili, della prevenzione (attraverso il rinforzo della salute psicologica dei bambini e dei giovani) e della protezione dei minorenni

Il Ticino vuole proteggere dalla violenza i suoi bambini ed i suoi giovani

Se ci sono diversi Cantoni che negli scorsi anni hanno lanciato delle campagne di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia, sinora nessun Cantone ha avviato un vero e proprio programma cantonale di promozione dei diritti dell’infanzia, di prevenzione della violenza e di protezione dei bambini e dei giovani. La specificità del programma cantonale ticinese, condiviso dal Consiglio di Stato, risiede nel fatto di essere un programma che coinvolge i vari Dipartimenti, in particolare Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), Dipartimento delle Istituzioni (DI) e Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), di avere una durata di quattro anni, di disporre di un budget significativo e di voler coinvolgere i Comuni, nonché l’insieme degli enti attivi sul territorio, le famiglie e i giovani.

Il Programma prende spunto dalla “Strategia cantonale di prevenzione della violenza che coinvolge i giovani (0 – 25 anni) per il periodo 2017 – 2020”, includendo i diversi insegnamenti tratti ma con una prospettiva innovativa estesa alla promozione dei diritti dell’infanzia.

Se la Strategia aveva come obiettivo principale la riduzione della violenza che coinvolge i giovani, rafforzando il senso di appartenenza e il sentimento generale di sicurezza, il Programma di promozione dei diritti dell’infanzia intende promuovere il buon trattamento, proteggere da ogni forma di maltrattamento o abuso, prevenire tutte le forme di violenza, migliorare la presa a carico delle situazioni vulnerabili o problematiche. La missione è dunque quella di garantire tutti i diritti del bambino sanciti nella Convenzione ONU.

Il programma si articolerà attraverso la messa a punto di misure specifiche lungo 4 assi di sviluppo (promozione, prevenzione, rilevamento precoce e intervento) e in 5 contesti di riferimento (Famiglia, Scuola e Formazione, Spazio sociale, settore Amministrativo e Giudiziario, settore Socio-sanitario).  

Per l’elaborazione del “Programma cantonale di promozione dei diritti, di prevenzione della violenza e di protezione dei bambini e dei giovani” è stata incaricata un’apposita direzione interdipartimentale con rappresentanti DSS, DECS e DI, presieduta dal magistrato dei minorenni Reto Medici e il cui coordinamento operativo è garantito dall’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani. Il Programma cantonale cercherà di identificare i bisogni del territorio, valorizzare le iniziative in atto, promuovere progetti innovativi, sensibilizzare la popolazione sui diritti dell’infanzia, favorire l’ascolto e la partecipazione di bambini, giovani e famiglie.

Il Programma avrà tra le sfide principali il rafforzamento della partecipazione dei bambini e dei giovani alle decisioni che li riguardano, della promozione delle politiche giovanili, della prevenzione (attraverso il rinforzo della salute psicologica dei bambini e dei giovani) e della protezione dei minorenni, con particolare attenzione al tema “minorenni e psichiatria”, al rinforzo dei diritti di visita, delle competenze genitoriali, del sostegno a minori nella violenza domestica, delle prese a carico nei centri educativi per minorenni. Ulteriori misure potranno essere identificate attraverso specifiche audizioni e gruppi di lavoro.

Il Programma cantonale, che si inserisce pienamente nel Programma di legislatura 2019-2023 (Azioni 28 e 29) potrà beneficiare di un budget di 450'000 franchi annui per quattro anni già a partire dal 2021 al fine di avviare ricerche e iniziative pilota. Oltre a eventuali sostegni tramite il Programma cantonale, a seguito di una recente decisione del Consiglio federale e grazie al sostegno da parte del Cantone Ticino e della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli affari sociali, le organizzazioni che sensibilizzano sui diritti dell’infanzia gli operatori del settore della formazione e della formazione continua potranno beneficiare di eventuali contributi federali sino ad un massimo di 200.000 franchi.

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