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Attualità | 14 agosto 2022, 18:00

Aumento record dei frontalieri, protesta la Lega dei Ticinesi

Il partito politico: “Necessario introdurre delle clausole di salvaguardia serie ed efficaci per il mercato del lavoro ticinese”

Aumento record dei frontalieri, protesta la Lega dei Ticinesi

Sono oltre 75mila i lavoratori italiani con il permesso G in Canton Ticino. 1.000 le assunzioni in più negli ultimi tre mesi. I frontalieri, secondo il Segretariato dell’economia e gli istituti di rilevamento dati, troverebbero impiego soprattutto nel terziario dove ci sarebbe carenza di mano d’opera svizzera.

Ma la Lega dei Ticinesi non ci sta. Contesta lo stesso dato relativo alla mano d’opera straniera che si sarebbe abbassato dal 52% di fine 2021 al 48% attuale. Il tasso di disoccupazione rilevato dagli stessi istituti in Canton Ticino è di un terzo superiore al resto della Svizzera. A favorire l’ingresso nel mercato del lavoro di mano d’opera frontaliera, sostiene la Lega, “sono l’aumento dei premi per la cassa malati, il caro bollette, i prezzi assurdi per la benzina e per la nafta mentre i frontalieri beneficiano a piene mani in busta paga del rafforzamento del franco svizzero sull’euro e della riduzione del prezzo della benzina in Italia”.

Una situazione per cui, secondo la Lega, “è necessario introdurre delle clausole di salvaguardia serie ed efficaci per il mercato del lavoro ticinese”. Tra le concause anche l’accordo fiscale sui frontalieri “che non entrerà mai in vigore in Italia, lasciando il Ticino con il classico cerino acceso in mano”.


Redazione

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