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Lugano | 03 luglio 2024, 11:41

Rapina con sparo in centro a Lugano: sono quattro balcanici i membri della banda finiti in manette

Disposto l'arresto degli uomini fermati ieri dalla polizia cantonale durante un assalto a un negozio di orologi di via Pessina: si tratta di due croati e di due serbi. Le fasi della cattura riprese in un video amatoriale. Rinvenute due pistole cariche

Alcune delle fasi concitate dell'arresto riprese dal video amatoriale

Alcune delle fasi concitate dell'arresto riprese dal video amatoriale

Sono quattro cittadini balcanici le persone fermate ieri mattina in centro a Lugano dopo un assalto a un negozio specializzato nella vendita di orologi. 

Stando a una prima ricostruzione, l'allarme è scattato dopo che una pattuglia in bicicletta della Polizia Città di Lugano ha notato gli autori del colpo all'interno del negozio di via Pessina. Gli agenti hanno bloccato i malviventi, ingaggiando anche una colluttazione con uno di loro. Sono quindi stati fermati tre rapinatori (due all'interno e uno all'esterno della gioielleria) mentre un quarto si è dato alla fuga a piedi. Quest'ultimo è stato poi intercettato e fermato in zona Cattedrale (leggi QUI la cronaca). Le concitate fasi della cattura sono state riprese da un video amatoriale diventato presto virale. Durante la cattura sarebbe stato udito anche almeno uno sparo.

Nella giornata di oggi il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno reso noto che al termine dei verbali di interrogatorio è stato disposto l'arresto degli autori. Si tratta di un 46enne e di un 34enne, sedicenti cittadini croati residenti in Croazia, nonché di un 48enne e di un 34enne sedicenti cittadini serbi residenti in Serbia.

Le principali ipotesi di reato sono di rapina aggravata, esposizione a pericolo della vita altrui, violenza e minaccia contro funzionari, infrazione alla Legge federale sulle armi, infrazione Legge federale sugli stranieri, violazione del bando. Le perquisizioni effettuate sui quattro hanno permesso di rinvenire due pistole (entrambe cariche). L'inchiesta, coordinata dal Procuratore pubblico Simone Barca, prosegue con il fine di ricostruire dinamica e responsabilità dell'accaduto.

Parallelamente, come da prassi, il Ministero pubblico ha avviato degli accertamenti per chiarire la sussistenza di eventuali fattispecie penali in relazione all'utilizzo dell'arma di servizio da parte di un agente della Polizia Città di Lugano. Queste ultime verifiche sono coordinate dal Procuratore generale Andrea Pagani. Durante le operazioni, in ogni caso, non si sono registrati feriti.

Redazione

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