Oggi incontriamo Bettina, una biologa nutrizionista tedesca, che vive in Liguria ormai da molti anni. Ama profondamente la vita in riva al mare. Prima di trasferirsi in Italia ha viaggiato spesso e lontano, spinta dal desiderio di scoperta. Poi le priorità sono cambiate e, per diverso tempo, si è fermata dedicandosi allo studio e al lavoro. Recentemente, quella voglia di viaggiare è tornata.
Che viaggio ci racconti?
Vi porto in Croazia, sull’isola di Rab, un luogo che mi ha sorpresa e rigenerata. Selvaggia, luminosa, essenziale. Piccole spiagge raggiungibili solo a piedi, sentieri profumati di macchia mediterranea, acqua trasparente, quiete e orizzonti larghi. È stato il viaggio della ripartenza!

In Croazia, perché questa scelta?
Sono andata a trovare Stefanie, una mia amica di lunga data: ci conosciamo dai tempi dell’adolescenza, quando lavoravamo insieme in Germania nel mondo della ristorazione. Oggi vive a Monaco, dove gestisce un locale con il marito, e da qualche anno ha anche una “casa vacanza” a Rab. Ama cucinare il pesce e andare in barca. La sua presenza ha dato ritmo e autenticità a questo viaggio. Mi attirava l’idea di una meta non troppo conosciuta, un po’ da conquistare. Un viaggio senza aspettative precise, lasciando spazio all’immaginazione.

Come si arriva sull’isola?
Sono partita con un volo per Zara. Da lì ho noleggiato un’auto e ho guidato per circa due ore costeggiando il mare. È stato un itinerario sorprendente: la strada seguiva la costa tra scogliere, insenature improvvise e un Adriatico ipnotico, denso di luce. Ogni curva apriva un nuovo quadro — villaggi, calette deserte, rocce scolpite dal vento. Un paesaggio essenziale, aspro e bellissimo. Arrivata al porto di Stinica, ho preso il traghetto diretto a Rab: una breve navigazione, il tempo di sentire il vento caldo sulla pelle e guardare l’isola avvicinarsi piano. È lì, sul ponte, con l’odore del sale e la linea frastagliata dell’orizzonte davanti a me, che ho realizzato davvero di essere partita.

Com’è l’atmosfera del posto?
Direi che c’è una parola chiave: spazio. Pochi rumori, poche persone, nessuna frenesia. Le spiagge sono isolate, spesso scomode, e proprio per questo più preziose. Se ami camminare, cercare, esplorare, è il posto giusto: ogni bellezza te la devi guadagnare, e questo restituisce felicità. Non è l’isola del lettino o della vacanza patinata, ma dell’essenziale. Gli abitanti mi sono sembrati riservati ma autentici: parlano poco, osservano molto, ma quando si aprono lo fanno con sincerità e rispetto. Aiutano con gesti concreti, senza invadenza. La sorpresa più grande è stata la lingua: sull’isola domina il tedesco secondo solo al croato, persino in alcune insegne. La zona è molto legata al turismo del Nord Europa, non me l’aspettavo di certo. Il risultato è un’atmosfera tranquilla e ordinata, dove ognuno vive il mare in modo discreto e personale.

Parliamo della natura e delle spiagge ?
Tra le spiagge più note, Lopar mi ha colpita per la sua ampiezza: una distesa di sabbia che sembra non finire, mare basso e orizzonte largo. Lì ho avuto la sensazione di “respiro”, come se il paesaggio avesse spazio anche per i pensieri. Ma quella che ho sentito più mia è Sahara Beach: la raggiungi camminando, tra tratti di terra rossa e macchia mediterranea, e quando arrivi ti trovi davanti acqua chiarissima e sabbia dorata. È selvaggia, quasi intima. Un’immagine che mi porterò nel cuore invece è quella di una piccola baia nascosta, raggiungibile solo a piedi. Quaranta minuti di cammino tra vegetazione, roccia e profumo di Mediterraneo, con il sole addosso e gli occhi pieni di emozione. Quando sono arrivata, ho trovato una lingua di sabbia incastonata tra due rocce, il mare trasparente e nessuno intorno. E’ stato come entrare in una stanza segreta.

Un episodio inaspettato?
In diverse zone si incontrano persone che fanno il bagno nude, e tutto è vissuto con normalità. All’inizio stupisce, soprattutto se sei abituato all’Italia, ma qui non c’è giudizio né esibizione. È semplicemente naturale. Poi ho scoperto che, sulla spiaggia di Kandarola, è nato uno dei movimenti “Naturisti” più longevi d’Europa. Acqua trasparente, profumo di pineta e scogli levigati dal vento: atmosfera libera, naturale, senza tabù. Ne avevo solo sentito parlare, prima di venire qui a Rab. Anche io, in alcune spiagge isolate, ho fatto il bagno senza costume: è stato bello, inaspettato, liberatorio. Solo mare, corpo e sole.

E’ una località cara?
Rab ha costi molto simili all’Italia: né economica né lussuosa. Ristoranti, supermercati e alloggi hanno prezzi paragonabili a una vacanza in Liguria o in Sardegna. Non è più la Croazia low cost di vent’anni fa, ma offre un buon equilibrio tra servizi e qualità. Il lato positivo è che, non essendo una meta mondana, non ci sono spese superflue: si vive all’aria aperta, tra mare e natura. Si paga l’essenziale, non l’apparenza.

Come sei tornata da questa esperienza?
Sollevata. Questo luogo mi ha restituito una voglia che pensavo di avere smarrito: la voglia di Mediterraneo. Ora desidero esplorare il Sud della Spagna, il Portogallo, il Sud Italia. Ho capito che mi mancava sentirmi in viaggio, e che a volte basta poco per ricominciare. In Croazia ho capito che lo spazio non è vuoto, ma respiro. Ogni silenzio e ogni tratto di costa custodisce un invito: rallenta, alleggerisci, fai posto a ciò che conta. E quando lo spazio torna dentro di te, il cuore si sente leggero e gli occhi si stupiscono di nuovo.
























