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Ultim'ora | 05 agosto 2026, 11:15

Giorgetti: "Chiederemo all'Ue il massimo per l'energia e lo 0,9% per la difesa"

Giorgetti: "Chiederemo all'Ue il massimo per l'energia e lo 0,9% per la difesa"

(Adnkronos) -  

"La clausola originaria era quella sulla difesa ed era 1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5% uno 0,3% l’anno, per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, quindi 0,3% più 0,3% uguale 0,6%". Per la parte di difesa invece "non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%". Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine delle comunicazioni alla Camera sulla clausola di salvaguardia. 

A chi gli domanda della possibilità di chiedere spese già effettuate al 28 febbraio, il ministro Giorgetti ha ricordato che “questo lo dice la decisione della Commissione Ue, che precisa il tipo di spese e da quando esse siano maturare che si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra e dovremo muoverci all'interno delle prescrizioni della Commissione, che ha fatto molta fatica a riconoscere questa eccezione sull'energia ma l'ha ricondotta a determinate fattispecie” 

"La Commissione europea ha invitato a presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale entro la metà di agosto 2026”, ha detto ancora spiegando che la richiesta “dovrà fornire un elenco delle misure di massima e una stima preliminare dei costi attesi. La Commissione la valuterà a settembre, eventualmente raccomandandone l'approvazione al Consiglio che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà al ricorso alla procedura" per il "cosiddetto scostamento di bilancio". 

Dalla clausola di salvaguardia europea, per quanto riguarda la spesa per la sicurezza energetica, “sono escluse “misure che mirino ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti a prodotti di origine fossile, e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale", ha sottolineato il ministro dell'Economia. 

Dalle informazioni disponibili “non sembrerebbero ammissibili, differentemente dalla clausola difesa, spese registrate negli anni successivi al 2028. Sul punto – ha precisato il ministro Giorgetti – saranno avviate specifiche interlocuzioni, in sede tecnica, con le istituzioni europee per verificare la possibilità di investimenti che, sebbene avviati nel triennio 2026-2028, producano effetti su un orizzonte temporale più lungo”. Inoltre, “è stato chiarito che sono ammesse, esclusivamente, misure ‘addizionali’, decise a partire dal 28 febbraio 2026 e mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema energetico degli Stati membri, favorendo la transizione verde e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e, quindi, dagli approvvigionamenti esteri”, ha sottolineato il titolare del Mef. 

“Se da una parte l’attivazione della clausola consente di giustificare scostamenti in eccesso sul conto di controllo associato all’evoluzione della spesa netta, dall’altra gli interventi hanno pieno impatto sul deficit”, ha detto ancora Giorgetti. “Nel caso in cui – ha spiegato – la procedura per deficit eccessivo non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione, nel prossimo mese di settembre, del dato relativo al 2025 o, alternativamente, sulla base del valore di consuntivo del deficit 2026, come previsto dalla raccomandazione del Consiglio, un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tale da determinare un deficit superiore al 3% implicherebbe la permanenza nella procedura fino al rientro al di sotto della soglia prevista dai trattati, anche qualora il deficit in eccesso sia interamente riconducibile a spese in linea con i parametri di ammissibilità della Nec”. 

La richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia “potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo Stato membro si impegnerà all’atto della richiesta a fornire due volte l’anno, entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre ossia in corrispondenza, rispettivamente, dell’Apr e del Dpb, informazioni utili al monitoraggio dell’attuazione degli interventi, affinché la Commissione europea possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza”, ha affermato quindi.  

Il monitoraggio della traiettoria di spesa “verrà effettuato in due passaggi: un primo passaggio verificherà se un eventuale debito del conto di controllo possa essere ricondotto all’incremento delle spese per la difesa. Nel caso in cui l’incremento delle spese per difesa non giustifichi pienamente gli scostamenti registrati dal conto di controllo rispetto al tasso di crescita dalla spesa netta fissato nel Piano strutturale e raccomandato dal Consiglio, un secondo passaggio verificherà se detti scostamenti derivino dall’utilizzo dei margini concessi per l’estensione della Nec alle spese per la sicurezza energetica”, ha spiegato Giorgetti. 

“Per quanto riguarda le spese relative alla difesa, il meccanismo di calcolo degli spazi effettivamente assorbiti non richiede, nemmeno in fase di presentazione del piano, una identificazione e quantificazione degli interventi alla base dell’incremento del livello di spesa, dal momento che l’addizionalità sarà valutata guardando all’evoluzione di un dato aggregato, ha detto inoltre Giorgetti. “È sufficiente, come anticipato, che in rapporto al pil l’ammontare complessivo della spesa per difesa, misurato dalla divisione Cofog rilevante, superi quello registrato nell’anno di riferimento. Per l’Italia – ha precisato – tale anno dovrebbe essere il 2024, in cui la spesa per difesa ai fini Cofog, ci tengo a sottolineare, si è attestata all’1,3% del pil”. A questo proposito “i dati, come allo stato, disponibili per l’anno in corso e per il prossimo biennio indicano che, a legislazione vigente, tale aggregato dovrebbe attestarsi su valori prossimi al livello di riferimento e, pertanto se tale stima sarà confermata tutte le eventuali spese addizionali potranno beneficiare dei margini di flessibilità previsti”, ha sottolineato il ministro. 

“Alla ripartizione delle risorse nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio, solo successivamente all’approvazione della risoluzione di cui all’articolo 6 della legge n.243 del 2012, in attesa della approvazione della nuova disciplina contabile. Solo in quel momento il Parlamento delibererà il cosiddetto scostamento di bilancio”. ha quindi detto il ministro dell’Economia. 

“Oggi, in una situazione in cui non è ancora definita e non è ancora stata recepita nella disciplina contabile di bilancio la legge organica di bilancio, in assenza di una procedura formale, il governo ha ritenuto doveroso presentarsi davanti al Parlamento e richiedere al Parlamento stesso l’autorizzazione a intavolare questa trattativa con la Commissione Europea”, ha aggiunto. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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