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Ultim'ora | 13 settembre 2026, 09:15

Yemen, gli Houthi conquistano Mayyun e attaccano base in Arabia Saudita: alta tensione nel Mar Rosso

Yemen, gli Houthi conquistano Mayyun e attaccano base in Arabia Saudita: alta tensione nel Mar Rosso

(Adnkronos) -

Gli Houthi hanno conquistato l'isola strategica di Mayyun, conosciuta anche come Perim, nello Yemen, rafforzando il loro controllo sullo stretto di Bab al-Mandeb, uno dei principali passaggi marittimi tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. La conquista dell'isola, confermata da funzionari del governo yemenita riconosciuto internazionalmente e da un esponente Houthi, arriva dopo la presa della città portuale di Mokha e di altre località lungo la costa occidentale del Paese. Secondo le autorità yemenite, gli Houthi avrebbero inoltre assunto il controllo di altre isole e stretto d'assedio a forze governative presenti nell'arcipelago delle Hanish.  

L'avanzata degli Houthi, sostenuti dall'Iran, apre un nuovo fronte nella crisi mediorientale e aumenta i timori per la sicurezza della navigazione e per le forniture energetiche globali. Il Bab al-Mandeb è infatti uno dei principali chokepoint del commercio mondiale e la sua destabilizzazione assume un peso ancora maggiore mentre lo stretto di Hormuz resta fortemente condizionato dal conflitto tra Iran e Stati Uniti. 

 

Durante l'offensiva sarebbero finiti nelle mani degli Houthi anche armi e mezzi militari lasciati dalle forze governative durante il ritiro. Alcuni video diffusi online mostrano equipaggiamenti catturati, ma l'autenticità e l'esatta provenienza di tutto il materiale non è stata verificata indipendentemente. 

Sul fronte saudita, gli Houthi hanno rivendicato un nuovo attacco contro la base militare di Sharurah, nel sud dell'Arabia Saudita. Il portavoce militare Yahya Saree ha affermato che l'operazione è stata condotta con missili balistici e droni e che gli obiettivi comprendevano depositi di armi e centri di comando e controllo. 

Secondo Saree, l'attacco sarebbe stato una risposta alle operazioni militari saudite contro lo Yemen. Il portavoce ha inoltre minacciato ulteriori attacchi contro il territorio saudita qualora Riyadh dovesse proseguire la propria offensiva. Al momento, però, le autorità saudite non hanno confermato la versione Houthi sull'attacco alla base. AAnadolu Ajansı+1 

L'Arabia Saudita ha invece riferito di un proiettile caduto nella regione di Jazan, vicino al confine con lo Yemen, con due persone ferite e danni a una moschea, ad alcuni edifici e veicoli. 

La nuova escalation si intreccia con l'attacco che ha provocato la temporanea chiusura dell'oleodotto saudita East-West, una delle infrastrutture energetiche più importanti del Paese e una rotta alternativa per l'esportazione del greggio in caso di difficoltà nello stretto di Hormuz. 

Le autorità irachene hanno annunciato di aver individuato e sequestrato una piattaforma per il lancio di droni utilizzata, secondo Baghdad, nell'attacco contro l'oleodotto. Il sito sarebbe stato localizzato nella provincia di Maysan, nel sud-est dell'Iraq, vicino al confine con l'Iran.  

Il portavoce della sicurezza irachena Saad Maan ha ribadito che Baghdad non intende permettere che il proprio territorio venga utilizzato come base per attacchi contro altri Paesi. L'Iraq ha inoltre avviato accertamenti sulla provenienza dei droni e sui responsabili dell'operazione 

 

Una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine ignota mentre transitava nello stretto di Hormuz. Lo segnala sul suo sito l'autorità britannica che sovrintende alla sicurezza della navigazione sulle rotte internazionali, l'United Kingdom Maritime Trade Operations. "Al momento non si hanno informazioni sulle condizioni dell'equipaggio, sull'entità dei danni o sull'eventuale impatto ambientale. Si raccomanda alle imbarcazioni di transitare con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta all'Ukmto, mentre le autorità stanno svolgendo gli accertamenti del caso". 

Sul fronte iraniano, il presidente Masoud Pezeshkian ha adottato una posizione di forte contrapposizione nei confronti degli Stati Uniti. In un messaggio diffuso nelle ultime ore, il presidente iraniano ha affermato che il Paese non può essere costretto alla resa attraverso pressioni e minacce. "Se gli americani sono guerrieri, affrontino le nostre coraggiose forze militari. Perché fare guerra alle infrastrutture civili, alle scorte alimentari e alle fonti di sostentamento? Se sono esseri umani, perché impedire agli esseri umani di accedere all'acqua, al cibo e alle medicine? Il nostro popolo non può essere sottomesso con la prepotenza. L'Iran non si arrenderà", ha ascritto su X. 

 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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