(Adnkronos) - La notte del primo gennaio scorso avrebbero esploso un centinaio di colpi d'arma da fuoco, alcuni dei quali ad altezza uomo. Per sei persone adesso sono scattate altrettante misure cautelari emesse dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Procura: tre sono finiti ai domiciliari e per altri tre, invece, è scattato il divieto di dimora nell'intera provincia di Reggio Calabria. Sono accusati, a vario titolo, di pubblica intimidazione con uso di armi.
Il provvedimento è stato eseguito nelle prime ore di questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria. Le indagini si inseriscono nell'ambito di un più ampio monitoraggio delle dinamiche criminali che interessano il quartiere di Arghillà e hanno consentito di identificare il gruppo che, nella notte del primo gennaio scorso assieme a un minorenne, avrebbe esploso un centinaio di colpi con due pistole e almeno quattro fucili. Parte dei colpi, spiegano gli investigatori dell'Arma, sarebbe stata esplosa ad altezza d'uomo e indirizzata verso una lavatrice, utilizzata come bersaglio, in "un contesto che avrebbe determinato una situazione di concreto pericolo e di forte allarme tra i residenti della zona". L'attività investigativa, inoltre, ha consentito di individuare anche chi, in due occasioni tra gennaio e maggio scorsi, avrebbe danneggiato e reso inservibili, con l'esplosione di colpi d'arma da fuoco, alcune telecamere installate nell'area.












