/ Ultim'ora

Che tempo fa

Ultim'ora | 10 ottobre 2026, 09:52

Morto dissanguato dopo coltellata a una gamba, arrestata la moglie

Morto dissanguato dopo coltellata a una gamba, arrestata la moglie

(Adnkronos) - E' stata arrestata la moglie di Giancarlo Bernardini, il 70enne morto dissanguato il 18 settembre scorso all’ospedale San Donato di Arezzo dopo essere stato ferito a una gamba nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel comune di Bibbiena (Arezzo). La donna, Maria Ricci, 59 anni, è gravemente indiziata del reato di omicidio preterintenzionale aggravato. 

I carabinieri della compagnia di Bibbiena e del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Arezzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo su richiesta della Procura della Repubblica. La moglie è stata condotta nella casa circondariale di Firenze-Sollicciano. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il fatto sarebbe avvenuto nella tarda mattinata del 18 settembre, durante una discussione nella cucina dell’abitazione coniugale. In quella circostanza, la 59enne avrebbe impugnato un pugnale e avrebbe colpito il marito alla gamba sinistra, sotto il ginocchio, provocandogli una profonda ferita da punta e taglio. La lesione avrebbe interessato la regione della vena poplitea, determinando una copiosa emorragia, uno choc emorragico e una successiva sofferenza pluriorganica. Nonostante l’intervento dei soccorritori e le cure ospedaliere, per Bernardini non ci sarebbe stato nulla da fare: l’uomo è morto nella stessa giornata al San Donato di Arezzo. 

Dopo il ferimento, la moglie aveva allertato il 118, riferendo inizialmente di un infortunio e tentando di tamponare la ferita con alcuni stracci. Trasportato in ospedale in elicottero, il 70enne era arrivato in condizioni critiche e aveva perso conoscenza, senza poter fornire una propria versione dell’accaduto. 

Le indagini, coordinate dalla Procura aretina, si sono sviluppate attraverso l’ascolto di testimoni e una serie di accertamenti tecnico-scientifici. Durante un sopralluogo nell’abitazione, svolto anche con il supporto degli specialisti della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Firenze, i carabinieri hanno rinvenuto quella che viene indicata dagli inquirenti come l’arma utilizzata per ferire la vittima: un pugnale abitualmente impiegato per le attività di caccia, lungo complessivamente circa 30 centimetri, con una lama di circa 18 centimetri. 

Un ulteriore elemento valutato dagli investigatori riguarda le dichiarazioni rese dalla donna, che sarebbe stata sentita più volte fornendo versioni differenti dei fatti. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, la 59enne era stata interrogata dal pubblico ministero alla presenza del proprio difensore. Gli elementi raccolti e le esigenze cautelari prospettate dalla Procura hanno portato alla richiesta e all’emissione della misura della custodia in carcere. L’ipotesi contestata è quella di omicidio preterintenzionale aggravato, secondo la ricostruzione accusatoria di un colpo inferto durante una discussione dal quale sarebbe derivata, senza essere voluta, la morte del marito. 

La vicenda aveva inizialmente concentrato l’attenzione degli inquirenti sulla natura della ferita e sulla sua compatibilità con un incidente domestico. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto sufficiente a sostenere la richiesta di arresto. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore